La diastasi addominale è l’allontanamento dei due muscoli retti dell’addome lungo la linea mediana, la fascia di tessuto che li unisce. In gravidanza è molto frequente, perché l’utero in crescita ha bisogno di spazio. Nei mesi dopo il parto la distanza di solito si riduce da sola; in una parte dei casi resta ampia, e la pancia rimane prominente anche quando il peso è tornato quello di prima.
Come si riconosce la diastasi addominale
Il segno più tipico è un rigonfiamento lungo la linea centrale della pancia quando si contraggono gli addominali, per esempio alzandosi dal letto o sollevando la testa da sdraiati. Al tatto, sopra o sotto l’ombelico, si sente un solco tra i due muscoli.
La conferma arriva con la visita e con l’ecografia della parete addominale, che misura la distanza tra i retti in più punti. In genere si parla di diastasi quando questa distanza supera i due centimetri circa. L’ecografia serve anche a vedere se c’è un’ernia ombelicale, che a volte si associa alla diastasi e cambia il modo di affrontarla.
Quando basta la fisioterapia
Nei primi mesi dopo il parto, e quando la distanza è contenuta, il primo passo è la fisioterapia. Un percorso con un fisioterapista esperto di riabilitazione post parto lavora sul muscolo trasverso dell’addome e sul pavimento pelvico, per migliorare il controllo della parete e ridurre il rigonfiamento.
Alcuni esercizi, come i crunch tradizionali, aumentano la pressione sulla linea mediana: per questo il programma va impostato con il fisioterapista invece che copiato da un video. Dopo qualche mese di lavoro costante si ricontrolla la distanza, e da lì si decide se proseguire.
Quando serve l’intervento
La chirurgia entra in gioco quando la distanza resta ampia dopo un periodo adeguato di fisioterapia, o quando la fascia che unisce i muscoli è così sottile e distesa che l’esercizio non riesce più a modificarla. In questi casi i muscoli retti si riavvicinano e si suturano lungo la linea mediana con punti interni.
Dopo una o più gravidanze, alla diastasi si somma spesso pelle in eccesso nella parte bassa dell’addome. Allora la correzione dei muscoli si fa di solito all’interno di un’addominoplastica, che nella stessa seduta toglie la pelle che ricade e ridistende quella che resta.
Quanto aspettare dopo il parto
Prima di valutare l’intervento si aspettano di norma sei-dodici mesi dal parto e la fine dell’allattamento, perché pelle e muscoli si assestino. Conta anche il progetto familiare. Una gravidanza successiva può allargare di nuovo i muscoli già riavvicinati, quindi l’intervento si programma quando non se ne prevedono altre.
Cosa aspettarsi dalla visita
In visita si esaminano la parete addominale in piedi e da sdraiati, la pelle, il peso e la storia delle gravidanze, e si guarda l’ecografia se è già stata fatta. Se la fisioterapia ha ancora margine, o se conviene aspettare, te lo diciamo con chiarezza.
Il Dott. Salvatore Stefano Rago, Direttore Sanitario di Rago Clinic, valuta in visita se la diastasi va corretta chirurgicamente e con quale intervento. Se oltre ai muscoli ti preoccupa la pelle in eccesso, può esserti utile anche capire come si sceglie tra mini addominoplastica e addominoplastica completa. Contattaci per prenotare una visita di valutazione.






